Un cuore di ghiaccio...

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martedì, settembre 28, 2004
Jack Vettriano

Visto che ultimamente ho cercato tante cose su Hopper, vi segnalo un altro pittore che, per certi versi, somiglia in maniera impressionante.
La scelta dei soggetti è però molto diversa, quasi sempre donne giovani in compagnia di uomini maturi in atteggiamenti sempre molto seducenti.
La scelta dell'artista è di dividere tutti i suoi lavori in due filoni principali: la donna che attende e l'amore immortale.
E li rappresenta con incredibili giochi di luci e ombre che non possono che affascinare qualunque osservatore...

Il quadro che ho scelto per voi oggi si discosta un po' dal suo genere, ed è per questo che mi ha colpito. Potrebbe essere il punto di contatto tra le due idee dell'amore? Amore romantico e passione...

Così parlò: Icequeen77 a 12:48 | link | commenti (3)

domenica, settembre 26, 2004



Oggi ho appeso una stampa a casa, proprio sulla parete con il soffitto giallo. E' la riproduzione del "Bacio" di Klimt, uno dei miei quadri preferiti. Devo ammettere che mi rivedo spesso nelle figure femminili delle sue opere, i colori dei capelli e della pelle. E il "lui" di questo quadro mi ricorda una persona a cui voglio molto bene.

Di seguito ho copiato una biografia molto semplice per chi volesse saperne di più.

Il nome di Gustav Klimt è indissolubilmente legato alla Secessione viennese, della quale egli fu indiscutibilmente uno dei protagonisti.

L’attività del padre, orafo e incisore, ebbe certamente un peso sulla scelta del giovane Gustav di frequentare la Scuola d’arti applicate del Museo dell’Arte e dell’Industria, dove poté apprendere svariate tecniche artistiche e un vastissimo repertorio di motivi decorativi delle diverse epoche e culture. Klimt scelse di specializzarsi in pittura elaborando il proprio linguaggio degli esordi in armonia con lo stile storicistico accademico nel quale si era formato.

Molte sono le commissioni ufficiali affidate a Klimt già nei primi anni di attività, ma il suo vero 'debutto’ è la decorazione del Burgtheater, seguita dall’incarico di decorare lo scalone d’entrata del Kunsthistorisches Museum di Vienna (1896). Nei bozzetti de la Filosofia, la Medicina, e la Giurisprudenza, create dal pittore per l’aula magna dell’Università, lo spirito e il linguaggio dell’artista si fanno compiutamente simbolisti.

Nel 1898 Klimt è ormai una figura autorevole del rinnovamento secessionista, e la sua pittura è in quell’ambito saldamente definita. Alla seconda mostra dei secessionisti egli presenta la sua Pallade Athena, viva guerriera, che in mano al posto della statuetta di Nike tiene la figura miniaturizzata della Nuda Veritas, sorta di emblema delle idealità del movimento artistico, già apparsa su “Ver Sacrum”, sua rivista ufficiale.

Nel 1903 Klimt visita due volte Ravenna: l’oro dei mosaici lo incanta e nasce il cosiddetto “periodo d’oro” dell’artista che coincide con la sua piena maturità creativa il cui punto di partenza è la Giuditta del 1901 e quello d’arrivo la Giuditta II del 1909. L’oro è utilizzato dall’artista come modulazione fra le parti piatte e le parti plastiche dei dipinti. Alla sua preziosità e alla sua tradizionale capacità di essere simbolo è associata la sensualità un po’ demoniaca della “femme fatale” klimtiana così come viene codificata dalla Giuditta I. L’inquietante doppia natura della femminilità sviluppata nel Fregio di Beethoven (1902) è presente nella Speranza (1903), ne Le tre età della donna (1905) e nelle sirene incantate e tentatrici che fluttuano nelle acque di Pesci d’argento (del 1899), in Pesci d’oro (del 1901-1902) e nelle due versioni di Bisce d’acqua (del 1904-1907). Nei fregi di Palazzo Stoclet si celebra, nell’opera d’arte totale, la fusione del maschile con il femminile, dello spirito con la materia, del conscio con l’inconscio attraverso i motivi simbolici dell’albero della vita e dell’abbraccio. Il tema della fusione amorosa tornerà poi anche ne Il bacio (1908), culmine del periodo aureo destinato a chiudersi con una crisi artistica e psicologica che durerà alcuni anni.

Lo spirito secessionista era giunto al suo declino, e l’attività di Klimt come elemento aggregante della vita artistica viennese si era interrotta. Egli attraversa ora una fase di ricerca. Scomparso l’oro prevalgono ora i toni scuri, fino a che Klimt comincia nel 1912 la nuova fase dello “stile fiorito”. Nei ritratti di questo periodo l’intensità espressiva dei volti si accentua mentre il colore si espande liberamente sulle superfici disciogliendo il rigido telaio bizantino del periodo aureo. L’ornamento simbolico non viene abbandonato ma il mosaico di un tempo è trasformato in un variopinto tappeto dalle forti influenze nipponiche.

L’attività dell’artista proseguirà sulla strada della ricerca fino al 1918, quando un ictus cerebrale ne causerà la morte.

Così parlò: Icequeen77 a 22:25 | link | commenti (2)

venerdì, settembre 17, 2004
Avanti il prossimo

Non mi sono dimenticata del mio amato blog... sto solo raccogliendo materiali per il prossimo argomento. Preferite arte o musica? Sono indecisa...
Ah, lo sapete che hanno messo neve a Firenze per tutto il week-end? Strani scherzi fa il tempo a settembre.

Così parlò: Icequeen77 a 12:34 | link | commenti (3)

venerdì, settembre 10, 2004
Venerdì 10 settembre a Bologna



Per tutti gli amanti del genere metal, e anche per tutti gli altri, stasera alla Festa dell'Unità nello stand del circolo Sardegna si esibiranno i Malnatt! Vi consiglio di dare un'occhiata al sito: www.malnatt.org

Io sarò ovviamente in prima fila!

buona serata a tutti!

Così parlò: Icequeen77 a 12:47 | link | commenti (1)

Edward Hopper...

Sempre a New York, ma esattamente un secolo prima, nasce quello che poi diventerà uno dei maggiori esponenti della pittura americana di inizio XX secolo.

Ho trovato un piccolo testo nella sua biografia che descrive molto meglio il suo modo di vedere l'arte rispetto a come lo descriverei io:

Charles Burchfield, nello scritto "Hopper. Il percorso di una poesia silenziosa" pubblicato su "Art News" del 1950 ha scritto: "I quadri di Hopper si possono considerare da molte angolature. C'è il suo modo modesto, discreto, quasi impersonale, di costruire la pittura; il suo uso di forme angolari o cubiche (non inventate, ma esistenti in natura); le sue composizioni semplici, apparentemente non studiate; la sua fuga da ogni artificio dinamico allo scopo di inscrivere l'opera in un rettangolo. Tuttavia ci sono anche altri elementi del suo lavoro che sembrano aver poco a che fare con la pittura pura, ma rivelano un contenuto spirituale. C'è, ad esempio, l'elemento del silenzio, che sembra pervadere tutti i suoi lavori più importanti, qualunque sia la loro tecnica. Questo silenzio o, come è stato detto efficacemente, questa "dimensione di ascolto", è evidente nei quadri in cui compare l'uomo, ma anche in quelli in cui ci sono solo architetture. [...] Conosciamo tutti le rovine di Pompei, dove furono ritrovate persone sorprese dalla tragedia, "fissate per sempre" in un'azione (un uomo fa il pane, due amanti si abbracciano, una donna allatta il bambino), raggiunte improvvisamente dalla morte in quella posizione. Analogamente, Hopper ha saputo cogliere un momento particolare, quasi il preciso secondo in cui il tempo si ferma, dando all'attimo un significato eterno, universale".

Così parlò: Icequeen77 a 00:29 | link | commenti

giovedì, settembre 09, 2004
Basquiat, il ragazzo ribelle che prese a pugni l'arte



Il primo artista di cui vi vorrei parlare è il mitico Jean-Michel Basquiat, detto Samo, uno dei più grandi artisti di quella "stagione di New York" degli anni Ottanta che ha avuto in Andy Warhol uno dei suoi maggiori e conosciuti esponenti. Artista "di colore" (le sue origini sono sono afroispaniche) ha vissuto una vita breve, intensa e rischiosa. E' morto di overdose nel 1988 a soli 28 anni.

Fin da bambino sognava di diventare celebre, come i suoi eroi Charlie Parker e Jimi Hendrix. Segnato da una vita irrequieta, vissuta tra graffiti e locali notturni, da un successo rapido e da un feroce incontro con la droga, Basquiat avrà poi lo stesso destino degli eroi che sognava.

A ripercorrere la vita di questo bellissimo artista è stato il regista, nonché amico di Basquiat, Julian Schnabel, al suo primo film.

Da notare il cast: nella parte di Basquiat Jeffrey Wright e nella parte di Andy Warhol David Bowie. Non mancano Gary Oldman, Benicio del Toro, Cristopher Walken, Willem Dafoe, Courtney Love per dirne solo alcuni. Un film passato decisamente in sordina nel vicino 1997.

Altra piccola citazione al film "Studio 54" con Neve Campbell, Salma Hayek, Mike Myers e Ryan Phillippe. Lo "Studio 54" era una discoteca di New York frequentata da grandi artisti degli anni '80 tra cui anche Andy Warhol e Basquait. Probabilmente gli intenditori di musica ne sanno molto più di me su questo argomento.

Alla prossima!

Così parlò: Icequeen77 a 00:43 | link | commenti (3)

Un viaggio nell'arte e nella musica

Mi piacerebbe sfruttare questo blog per far conoscere alcuni artisti che adoro. E perché no? Aumentare la mia conoscenza e creare percorsi e intrecci su cui non avevo mai riflettuto. Ovviamente le citazioni al mondo del cinema non possono mancare! Buon viaggio... spero vi divertirete in questa piccola avventura.

Così parlò: Icequeen77 a 00:22 | link | commenti

martedì, settembre 07, 2004

Il libro che mi ha fatto conoscere ancor di più il complesso mondo delle Geishe è “Memorie di una Geisha” di Arthur Golden.
Inizieranno a settembre le riprese del film tratto da questo libro, prodotto da Steven Spielberg e diretto dal regista di “Chicago” Rob Marshall.
Ovviamente nel cast non poteva mancare Ken Watanabe (L’ultimo Samurai),
oltre a Zhang Ziyi (La Tigre e il Dragone), la bellissima Gong Li (il famosissimo “Lanterne Rosse”) e Michelle Yeoh (anche lei ne “La Tigre e il Dragone).
Per ulteriori news bisognerà aspettare ancora qualche mese...

Così parlò: Icequeen77 a 13:01 | link | commenti (4)

Essere Geisha nel 2004...

Geisha è la fusione di due kanji che significano "arte" e "persona": significa quindi "persona esperta nelle arti" o, più semplicemente, "artista". E' una professionista nell'arte di intrattenere.
La donna che sceglie di intraprendere questa professione viene sottoposta ad anni di studio e disciplina per perfezionare le tecniche, che necessitano quasi sempre di un facoltoso sponsor, allo scopo di arrivare a rappresentare la perfetta incarnazione dell'iki, canone estatico su cui si basa l'essenza dell'essere giapponese.
La ragione principale dell'esistenza e del successo delle geisha va trovata nella passata posizione sociale della donna, soprattutto nel periodo Kamakura, nel suo confinamento in casa, nella sua educazione approsimativa e nella conseguente noia che assaliva gli uomini, lasciati in balia di se stessi.
La geisha compensava una figura femminile poco attraente, assolutamente sottomessa all'uomo e totalmente priva di una propria personalità, fornendo all'uomo quell'interesse che egli non riusciva a trovare tra le mura del proprio focolare domestico.

Così parlò: Icequeen77 a 12:41 | link | commenti (2)

lunedì, settembre 06, 2004
NUOVA GRAFICA!!!

Grazie al sostegno di un importante webmaster bolognese sono riuscita nell'intento di migliorare la grafica del mio blog! Che cosa ne pensate? Aspetto con ansia i vostri commenti e consigli, tenendo conto che l'immagine di sfondo non si tocca!!!
Visto che non ho ancora mangiato vi saluto. Nonno-chan mi aspetta con una ciotola di riso alla cantonese...

Così parlò: Icequeen77 a 21:00 | link | commenti (4)

 

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